Consorzio Turistico di Montespertoli, official website
Sei in Toscana
nel Cuore Chianti,
il tuo sogno
continua
nel Cuore Chianti,
il tuo sogno
continua
Oops!
It looks like you don't have flash player 6 installed. Click here to go to Macromedia download page.
Museo d'Arte Sacra a Montespertoli
La prima sala del percorso, il cosiddetto Salone, è dedicata al piviere di San Pietro in Mercato. Qui sono esposti, accanto ad opere provenienti dalla pieve e legate agli antichi patroni, i Machiavelli, dipinti, oreficerie e arredi provenienti da San Lorenzo a Montegufoni, sotto il patronato della famiglia Acciaioli (Madonna col Bambino di Lippo di Benivieni, gemellion del XIII secolo, argenterie romane legate al cardinale Niccolò Acciaioli), ma anche da piccole chiese ormai scomparse.
La seconda sala del Museo, detta “sala verde” per il colore delle pareti è dedicata interamente alle chiese di Santa Maria a Torre e di San Bartolomeo a Tresanti, con dipinti, argenterie e arredi del Sei e Settecento.
La terza sala, detta “sala gialla” per il colore della finta tappezzeria, espone le opere provenienti dai pivieri di Santa Maria a Coeli Aula e di San Pancrazio, tra le quali si segnalano la Madonna col Bambino di Filippo Lippi e un raro fonte battesimale in marmo scolpito, della metà del XII secolo.
La sala dei paramenti e manoscritti è un’ulteriore testimonianza della ricchezza di questo territorio e anche della vitalità del Museo, con un recente acquisto – nel 2000 – di un manoscritto del 1456, Rituale per la benedizione del fonte battesimale del sabato santo, legato a Francesco Machiavelli.
Museo d´Arte Sacra, Montespertoli
Pieve di S. Piero in Mercato, Via S. Piero in Mercato
Montespertoli
Telefono: 0571 - 609500
L'OPERA
Proveniente dalla Chiesa di Santa Maria a Bottinaccio, nel comune di Montespertoli, e datata ai primi anni Quaranta del Quattrocento, questa tavola affronta la frequente iconografia della Madonna con Bambino in maniera particolare, conferendo al dipinto, di grande semplicità compositiva, un senso di domestica quotidianità, senza nulla togliere alla sacralità dell’immagine, affidata all’eccezionale trasparenza delle aureole e all’intensità degli sguardi. Incorniciata da una nicchia dal marcato impianto geometrico, Maria, presaga del destino del figlio, ha il volto assorto in pensosa malinconia; sorregge con un cuscino in preziosa stoffa la testa del Figlio, tutto stretto in fasce, secondo l’uso del tempo.
L’opera originale è temporaneamente esposta presso la Basilica Inferiore di San Francesco ad Arezzo in occasione della mostra “Svegliando l’animo di molti a belle imprese - Il primato dei toscani nelle Vite del Vasari Il primato dei toscani nelle Vite del Vasari. Viaggio nell’Arte da Cimabue a Michelangelo” che si terrà dal 3 Settembre 2011 al 9 Gennaio 2012.
STORIA
Il territorio di Montespertoli ha partecipato direttamente alla storia di Firenze.
Se antiche testimonianze ricordano dapprima il passaggio in queste terre degli Etruschi, la toponomastica (Coeli Aula, Montagnana, Poppiano etc…) denota la presenza di insediamenti latini confermata dal ritrovamento di resti romani tra i quali importanti lapidi dedicatorie a Santa Maria a Torre, a Ortimino, a San Piero in mercato. Con le invasioni longobarde si gettarono le basi per la costituzione della Toscana attuale, la Buscai longobarda che si contrapponeva alla Buscai Romanorum.
Fu allora che si sviluppò quel sistema viario che rispose ala vocazione principale di questo territorio, conformato geograficamente da valli collegate fra di loro da importanti vie di comunicazione. La scarsità di ritrovamenti archeologici medievali non offre riferimenti puntuali per alcun località ma certamente un centro abbastanza notevole in quest'epoca fu Lucardo, la località più importante del territorio posseduta dall'abbazia di Nonantola.
Con la sostituzione dei dominatori franchi a quelli longobardi si crearono le premesse per l'assetto politico, caratteristico del periodo feudale. Se la Toscana divenne uno dei primi marchesati d'Italia, raggiungendo il culmine verso il Mille con il marchese Ugo di Toscana (888-962), già nella seconda metà del secolo XI cominciarono a sorgere le tendenze autonome delle città, determinate dalla formazione di nuovi ceti come la borghesia e destinate a costituire la nascita dell'ordinamento comunale.
Papato ed impero erano allora le forze politiche del Medioevo alle quali facevano riferimento i grandi feudatari, ma nel contempo le città svilupparono una sempre maggiore tendenza autonomistica, cercando il proprio ingrandimento nelle campagne a spese degli stessi feudatari. Il secolo XII è dominato dalla lotta tra la feudalità e la borghesia comunale, punto di partenza della costituzione delle nuove comunità rurali, preoccupate di ridefinire i rapporti con i proprietari al fine di ottenere una compartecipazione al governo delle comunità e patti meno onerosi nella lavorazione delle campagne.
E' utile adesso fermarsi nel luogo, dove ebbe sede il giudice esigano dalla famiglia magnatizia locale, che diede origine al Comune di Montespertoli.
La nascita di questo Comune deve essere inquadrata nelle lotte tra i grandi feudatari e la Repubblica Fiorentina che fin dagli inizi del secolo XII aveva combattuto per la propria autonomia sottraendosi all'influenza imperiale rappresentata dai marchesi di Toscana.
Se alcuni dei feudatari preferirono inurbarsi, accettando il nuovo corso della storia con la partecipazione alle cariche della Repubblica, altri continuarono a combattere fino alla sconfitta definitiva inflitta loro da Firenze.
Fu la caduta dei conti Alberti con la consegna dei castelli di Pogni e Semifonte a segnare un'evoluzione diversa.
Man mano che i piccoli borghi si liberavano dal giogo dei feudatari si riunivano in piccoli raggruppamenti autonomi definiti "populi" dipendenti civilmente da Firenze, ma che, orgogliosi della propria autonomia e delle proprie antichissime origini avevano il punto di riferimento nella chiesa parrocchiale con il parroco, a volte sostituito da magistrati detti "rettori " eletti dai cittadini delle singole comunità. La chiesa diventò il centro sociale del culto, ma anche delle assemblee cittadine rispondendo in maniera totale al concetto di Pieve, nel suo etimo di plebs, chiesa del popolo.
Il Piviere ha dunque rappresentato la prima forma originaria del comune rurale nel contado fiorentino del Duecento.
Successivamente alcuni pivieri si riunirono insieme formando le cosiddette "leghe di popolo" o "comunali". La prima lega del territorio di Montespertoli si formò dall'unione dei pivieri di San Piero in Mercato, di San Pancrazio e di Coeli Aula assumendo la denominazione della prima Chiesa in cui risiedeva il podestà ed avendo come insegna le chiavi unite derivate dalla pieve di San Piero rappresentate sopra il giglio simbolo della dipendenza della Lega da Firenze e la stella testimonianza dell'antichità autorità dei Conti Alberti nella zona.
